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Il videostreaming: gli standard video per il web

Le tecnologie digitali sono strettamente legate al web e alla rivoluzione che ha provocato rappresentando un nuovo e pervasivo mezzo di comunicazione. La rete è in continua evoluzione e in pochi anni il tipo di contenuti fruibili su Internet si è rapidamente moltiplicato e diversificato: se in un primo tempo circolavano solamente informazioni di tipo testuale, velocemente si è affiancata ad esse anche la componente grafica (sia statica che animata), che oggi ne costituisce uno degli elementi caratterizzanti. L'ultima frontiera del web è la circolazione di contenuti di tipo multimediale: attualmente l'audio e il video sono costantemente interessati dal miglioramento delle tecnologie che consentono di far circolare in rete questo tipo di contenuti.

In questo quadro si inserisce il videostreaming, e cioè una tecnologia che consente la circolazione di contenuti multimediali su Internet in tempo reale: prima dell'affermarsi del videostreaming, per poter accedere a contenuti audiovisivi sul web si era costretti a scaricare sul proprio pc file dalle dimensioni enormi, visualizzabili solo al termine di fasi di download che, dipendentemente dal tipo di connessione utilizzata, potevano durare anche delle ore. Grazie allo streaming invece, successivamente ad una fase di encoding, in cui i file multimediali vengono compressi in modo da risultare più "leggeri" e quindi più facilmente trasmissibili, i contenuti audio/video sono consultabili durante la fase di scaricamento: questo significa che grazie a degli appositi programmi di riproduzione capaci di decodificare i file compressi, nel momento in cui si seleziona un contenuto è possibile visualizzarlo in tempo reale, man mano che esso viene scaricato. Tutto ciò è possibile perché mentre si sta vedendo una parte del filmato, contemporaneamente la parte successiva viene scaricata nella memoria temporanea del computer e così via, fino al totale completamento della visualizzazione del contributo: questo procedimento di trasferimento dati, specifico dello streaming video, viene denominato buffering.

Questo tipo di tecnologia ha vari vantaggi: innanzitutto la semplificazione, e conseguentemente la crescita della circolazione di file multimediali su Internet; non secondario la possibilità di poter vedere il tipo di contenuto del video prima dell'ultimarsi del download, che permette di evitare di scaricare file che non interessano e che altrimenti avrebbero occupato inutilmente lunghi tempi di connessione.
Il videostreaming inoltre rende disponibili su internet i file multimediali in due modalità: on demand e in diretta. Con la modalità on demand i contenuti video vengono posizionati in un videoserver da cui l'utente potrà selezionare a richiesta quello che intende visualizzare; con la modalità in diretta invece, la visualizzazione dei filmati è gestita dal content provider che trasmette contemporaneamente a tutti gli utenti collegati i contenuti multimediali in oggetto (ad esempio un evento live).

La tecnologia streaming

Il concetto di streaming è strettamente legato a quello di "networking" e, più in generale, a quello di Internet. La tecnologia streaming, infatti, consente la trasmissione di informazioni (siano esse contenuti audio, video o di altro genere) tramite la loro suddivisione in parti più piccole (pacchetti) che possano essere trasmessi più agevolmente attraverso la rete.

I vantaggi derivanti da tale procedura sono in parte comuni a quelli della trasmissione di informazioni tramite Internet (velocità, maggiore affidabilità, ecc.); nel caso particolare dello streaming, la suddivisione dell'informazione originale e la successiva trasmissione in forma di pacchetti consente di avviare la riproduzione di un file multimediale, prima che tale file sia stato trasferito completamente nel computer che ne ha fatto richiesta.

Ma, se il contenuto di un pacchetto fosse riprodotto non appena giunto nel computer, si assisterebbe a frequenti interruzioni nella riproduzione. Per meglio comprendere questo concetto, si pensi al caricamento nel browser di una pagina web: le immagini e il testo vengono mostrati non appena il computer li riceve e spesso è necessario attendere qualche istante prima che la pagina appaia completamente.

Per superare questo inconveniente e garantire una riproduzione fluida e ininterrotta, i software dedicati alla riproduzione via streaming realizzano il buffering dei pacchetti prima di iniziare la riproduzione. Il buffering è la raccolta e la memorizzazione di un buon numero di pacchetti prima che la riproduzione della trasmissione via streaming venga avviata.
I lettori multimediali più diffusi permettono di variare il tempo di buffering, per adeguarlo per esempio al tipo di connessione utilizzato.

Per trasmettere un file in streaming è necessario sottoporre tale file ad una procedura di codifica, (encoding). La fase di encoding tiene conto dell'ampiezza di banda che avrà a disposizione il destinatario ultimo della trasmissione.
Uno dei parametri più importanti quando si parla di trasmissioni streaming è appunto l'"ampiezza di banda", ovvero la quantità di informazioni che possono transitare su un cavo in una determinata quantità di tempo. Una connessione con una maggiore ampiezza di banda permette di ricevere una maggiore quantità di informazioni e generalmente, nel caso di una trasmissione streaming, contenuti audio e video qualitativamente superiori.
Molti siti che offrono contenuti via streaming prevedono versioni differenti da trasmettere, a seconda del tipo di connessione utilizzata dai propri utenti (per esempio, una versione pensata per una connessione analogica e un'altra per una connessione "a banda larga").

Giunti a destinazione, i pacchetti trasmessi via streaming vengono elaborati dal software utilizzato per la riproduzione e, in particolare, vengono decodificati con l'ausilio di un apposito codec.