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Le inquadrature: piani di ripresa e composizione

L'inquadratura è l'immagine, fissa o in movimento, di quella parte di spazio in-quadrata, messa in un quadro, vale a dire racchiusa nello spazio delimitato dall'obiettivo della videocamera. L'inquadratura può essere soggettiva o oggettiva. È soggettiva quando lo sguardo della videocamera coincide con quella di un personaggio. Ad esempio un uomo guarda un paesaggio: lo spettatore vedrà il paesaggio e non l'uomo, il cui occhio coincide con quello dell'obiettivo. È oggettiva quando il punto di vista della camera non coincide con lo sguardo di nessun personaggio. Ad esempio, si vedranno sia l'uomo che il paesaggio: lo spettatore ha un punto di vista oggettivo.
Le inquadrature vengono classificate a seconda dei gradi di angolazione, d'inclinazione e della scala dei campi e dei piani.

Le inquadrature devono avere una particolare angolazione, che varia a seconda dell'inclinazione della camera, al fine di seguire, dalla posizione migliore, l'azione. Si ottengono così cinque tipi di inquadratura. L'inquadratura frontale: la videocamera è alla stessa altezza di quanto filmato. L'inquadratura dall'alto: la videocamera è al di sopra di quanto filmato. L'inquadratura dal basso: la videocamera è al di sotto di quanto filmato. L'inquadratura a piombo: la videocamera è perpendicolare alla scena e puntata verso il basso. L'inquadratura supina: la videocamera da terra è puntata verso l'alto. Ovviamente le angolazioni possono essere anche da destra o da sinistra e sia sull'asse verticale che orizzontale.
Invece l'inclinazione, data dal rapporto tra l'inquadratura e la linea d'orizzonte della scena, può essere verticale, obliqua e rovesciata.

Un altro criterio di classificazione è la distanza della videocamera dal soggetto, in questo caso si parla di piani, se riferiti alla figura umana e di campi, se riferiti all'ambiente. Campo lunghissimo: nell'inquadratura, le figure visibili, se ci sono, sono indistinte e prevale la vastità del paesaggio. Campo lungo: i personaggi e l'azione sono ben visibili. Campo medio: sia l'azione che i personaggi sono perfettamente visibili, mentre l'ambiente è relegato a sfondo. Totale: vengono inquadrati, per intero, sia i personaggi che l'ambiente, una via di mezzo tra campo medio e lungo. Figura intera: il personaggio viene ripreso dalla testa ai piedi. Piano americano: dalle ginocchia alla testa. Mezza figura: dalla vita in su. Primo piano: il personaggio viene inquadrato dalle spalle alla testa. Primissimo piano: solo il viso. Particolare: viene inquadrata solo una parte del corpo umano. Dettaglio: viene inquadrato da vicino un oggetto.

Nel comporre l'inquadratura bisogna quindi prestare attenzione a tutte queste variabili, onde ottenere una composizione bilanciata. È utile, a tale proposito, la regola dei 180°: il set viene diviso in due da una linea immaginaria (la linea dello sguardo tra due personaggi impegnati in un dialogo, o l'azione di un personaggio in movimento) e tutto ciò che è al di là della linea viene indicato come scavalcamento di campo. Se riprendiamo un uomo, che corre da destra a sinistra, nell'inquadratura successiva non potremo riprenderlo da sinistra a destra. Sarebbe ammissibile se si passasse a una soggettiva o se il personaggio cambiasse direzione, ma in questo caso bisognerebbe mostrarlo nell'atto di girarsi. Oppure, si può "scavalcare il campo" nel piano sequenza (la ripresa di un'intera scena, spesso molto lunga, avviene senza interruzioni). Un altro effetto utilizzato è la dissolvenza: progressivo schiarirsi o scurirsi di un inquadratura. La dissolvenza in apertura è quella da scuro a chiaro, in chiusura da chiaro a scuro. Invece la dissolvenza incrociata è quella per cui l'inquadratura precedente si mescola con quella successiva, in modo assai graduale. Ma anche nei dialoghi ci sono dei fattori da rispettare: le posizione, il movimento degli attori, l'inquadratura, i movimenti di macchina/camera e il montaggio (ed è in questa fase che si parla di campo e controcampo: prima c'è l'inquadratura di un personaggio e a seguire l'altro).