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L'audio: l'ambiente, i microfoni, il controllo

Il sonoro è un elemento fondamentale quanto la luce. E anche se non ci facciamo caso, al cinema, dietro ad ogni suono, c'è un lavoro, una scelta tecnica e artistica ben precisa. Per i suoni si può avere la registrazione dal vivo (il miagolare di una gatto in un film, viene registrato da un vero gatto che miagola) o la creazione dei rumori (si producono artificialmente). Il suono cinematografico (rumori, voci, musiche) si differenzia in suono In, off e Over. Il suono In proviene da una fonte visibile nell'inquadratura (la musica è quella proveniente dallo stereo che vediamo). Il suono Off proviene da una fonte interna alla storia, ma non è inquadrata e non la vediamo (la musica viene dalla camera, mentre la scena si svolge in cucina). Il suono Over proviene dall'esterno della storia (la voce narrante o la musica di sottofondo).

Ricordate che qualsiasi ambiente (il luogo dove avviene l'azione), per quanto silenzioso, è zeppo di rumori che magari non percepiamo, perché l'orecchio ci si è abituato, ma a un riascolto può essere fastidioso e la colonna risultare sporca e non utilizzabile. Così, per isolare i rumori, è consigliabile concentrare l'attenzione "sonora" sul soggetto, attraverso l'uso di microfoni. I microfoni possono essere direzionali, concentrati sulla fonte o omnidirezionali, ovvero captano i suoni provenienti da ogni dove. Si possono montare su aste o giraffe, ecco allora il fondamentale intervento del microfonista che dovrà reggerli, direzionandoli verso il soggetto/fonte, prestando attenzione a non entrare nell'inquadratura. È il fonico, il tecnico addetto alla registrazione o manipolazione del suono, a supervisionare tutta la parte relativa all'audio. Esistono anche il collarino da appendere sui vestiti e il radiomicrofono dotato di una trasmittente.